23 novembre 2016

Blog di Andrea Arena. Benvenuto/a. Seguirmi su Facebook: LA BOCCA DELLA VERITA': NUOVE SUL TUMORE.

Blog di Andrea Arena. Benvenuto/a. Seguirmi su Facebook: LA BOCCA DELLA VERITA': NUOVE SUL TUMORE.

NUOVE SUL TUMORE.

ULTIME NOTIZIE SU NUOVE E RECENTI TERAPIE PER COMBATTERE IL TUMORE. Sono in fase di sperimentazione, non rientrano ancora tra i protocolli di cura del tumore.

Parte prima.
La tecnica CRISPR testata sull'uomo.

Le forbici molecolari sono state utilizzate in Cina per l'editing genetico di cellule immunitarie di pazienti con forme aggressive di tumore al polmone. Trial analoghi sono previsti anche negli USA.
Un gruppo di oncologi della Sichuan University di Chengdu, Cina, ha somministrato per la prima volta cellule modificate con la tecnica CRISPR–Cas9 a un paziente affetto da una forma aggressiva di cancro ai polmoni, nell'ambito di un trial clinico su 10 persone approvato lo scorso luglio.
I ricercatori hanno prelevato cellule immunitarie dal sangue del paziente e usato le "forbici molecolari" di precisione, che possono essere programmate per suggerire a un enzima dove "tagliare", per rimuovere il gene che codifica per la proteina PD-1. Questa proteina in genere pone un freno alla risposta immunitaria della cellula: una caratteristica che il tumore sfrutta per proliferare e senza la quale, si spera, le cellule modificate potranno attaccare efficacemente il cancro. La tecnica CRISPR è stata scherzosamente denominata: "tecnica del taglia e cuci".
Le cellule modificate sono state fatte moltiplicare e poi iniettate nel paziente. La prima iniezione non ha dato problemi e il malato ne riceverà una seconda (il trial ne prevede fino a quattro, delle quali si testeranno per sei mesi eventuali effetti collaterali).
Secondo gli esperti in immunoterapia questa sperimentazione è solo la prima di una serie di studi sull'uomo che sfruttano la CRISPR contro varie forme aggressive di tumore. Alcune di queste sono in programma negli Stati Uniti per il 2017.

Parte seconda.
Terapia anti-cancro a base di cellule immunitarie.

I risultati ottenuti in pazienti affetti da leucemia linfoblastica acuta sono stati giudicati "straordinari". Una linea di ricerca cui stanno dando un importante contributo medici e scienziati italiani.
Cellule del sistema immunitario armate per combattere il cancro: quest’idea – su cui si sta lavorando da tempo – sta finalmente dando risultati giudicati “straordinari” dai ricercatori che li hanno annunciati. In alcune centinaia di pazienti terminali affetti da leucemia linfoblastica acuta (LLA) si sono avute percentuali di “risposta completa” alla terapia superiori anche al 90 per cento. Sono numeri che quasi mai è possibile sentire nei trattamenti per i tumori, in cui i progressi si misurano in miglioramenti per pochi pazienti, e quasi mai per quelli con la malattia ormai in fase avanzata coinvolti nelle sperimentazioni cliniche.

La notizia è rimbalzata dal congresso annuale dell’American Association for the Advancement of Science (AAAS), che si è appena concluso a Washington, e in cui una sessione è stata dedicata all’argomento della lotta al cancro con l’uso delle terapie a base di linfociti. A presentare i progressi era presente anche Chiara Bonini, a capo della Divisione di Ematologia sperimentale al San Raffaele di Milano, che da tempo lavora a questo filone di ricerca. «Effettivamente è una rivoluzione, un tasso di risposta che non si era mai visto” .
L’idea di combattere il cancro sfruttando il sistema immunitario, in particolare i linfociti T, le cellule che normalmente riconoscono le minacce costituite da virus o cellule maligne e le neutralizzano mantenendo nel tempo la memoria della risposta agli attacchi, non è nuova.
Quello che i ricercatori da tempo studiano di fare è come restituire ai linfociti T, che quando il tumore si è sviluppato l’hanno persa, la capacità di individuare e attaccare le cellule tumorali.
Finora, però, non si era trovato il modo di far funzionare bene questa strategia, e la ricerca verteva su quali sottotipi di linfociti T scegliere, e a quale antigene, cioè a quale molecola, mirare sul target costituito dalle cellule tumorali. Il grosso dei progressi dal punto di vista clinico è avvenuto negli ultimi due anni negli Stati Uniti, dove sono ormai alcune centinaia i pazienti trattati in diversi centri, in studi clinici di fase 1 e 2 (quelle iniziali).

La terapia utilizzata in questo caso è a base di linfociti T modificati con tecniche di ingegneria genetica in modo da esprimere un recettore che a sua volta riconosce un antigene presente sulle cellule maligne nei pazienti affetti da leucemia linfoblastica acuta. Si chiamano in gergo linfociti T CAR (Chimeric antigen receptors). È un sottotipo di cellule selezionato per svolgere al meglio questo compito, e che sembra ora dare risultati concreti. «È un approccio che ha risvegliato l’interesse da parte dell’industria, che è sempre stata scettica nei confronti delle terapie cellulari» prosegue Bonini. «Al San Raffaele stiamo lavorando a un approccio simile ma alternativo, e siamo vicini all'inizio della sperimentazione clinica. Il prossimo passo sarà riuscire ad applicare questa strategia ad altri tumori, dalle leucemie mieloidi ai tumori solidi».

La speranza di queste terapie è che non solo eliminino momentaneamente il tumore, ma mantengano a lungo, potenzialmente per tutta la vita, l’immunità: che una volta guariti dal tumore, insomma, la malattia non si ripresenti, nello stesso modo in cui una volta preso il morbillo (o vaccinati contro il morbillo) siamo protetti per tutta la vita.

Le foto mostrano linfociti T, opportunamente colorati dopo la scansione al microscopio elettronico.





9 novembre 2016

Blog di Andrea Arena. Benvenuto/a. Seguirmi su Facebook nel gruppo: TELOINFORMO

Blog di Andrea Arena. Benvenuto/a. Seguirmi su Facebook nel gruppo: TELOINFORMO,  In America ha vinto il populismo anti sistema: ha vinto Trump.

In America ha vinto il populismo anti sistema: ha vinto Trump.

Ha vinto Donald Trump: gli americani gettano la maschera e mostrano il loro vero volto.

Dopo il presidente "nero", l'involuzione era dietro l'angolo. In America ha vinto il populismo anti sistema. Gli americani esultano, hanno dato il potere ad un folle. Chi ci guadagnerà? Momentaneamente loro, ma a scapito di tutti; i nodi però vengono sempre al pettine.

Quelli lanciati da Trump in campagna elettorale, non erano semplicemente slogan ma convinte intenzioni. Trump ha già detto che disconoscerà l'accordo di Parigi sul clima del 22 aprile 2016. Un solo uomo sta condannando l'intero pianeta! Gli effetti di tale determinazione, negativi per i popoli di tutto il pianeta, si vedranno prestissimo e saranno tristemente nefasti. Dalla progressiva distruzione dell'ambiente, dovuta all'inquinamento prodotto dall'uomo, non si salverà nessuno, neppure l'imbecille di turno che lo sta promuovendo.

Contrariamente a ciò che molti pensano: gli Americani non sono aquile !
Torna l'ombra del passato, è inutile farsi illusioni: buona parte del popolo americano si è formato con l'immigrazione di reietti provenienti dagli stati europei e non soltanto da essi. I loro discendenti stanno mostrando oggi il loro vero volto: hanno votato Trump!



Ci sarebbe da sperare che Trump sia un grande bugiardo e che tutto quanto di pessimo ha detto in campagna elettorale, gli sia servito a vincere le elezioni ma non lo metterà in atto: sarebbe una falsa speranza.

2 novembre 2016

TUTTO IL SAPORE DEL MARE, MA ANCHE DELLA TERRA. (ricetta di cucina)



Ho sempre desiderato conoscere il segreto dei grandi cuochi, capaci di trasferire il "sapore di mare" in una ricetta, usando un solo pesce e pochi altri ingredienti.
Per questa ricetta ho usato un calamaro, il totano va anche meglio, ma vanno bene anche altri pesci, come l'orata ecc.

Ingredienti per 2 persone:
1 calamaro
4 etti circa di passata di pomodoro o pomodoro a cubetti
1 scalogno
3 spicchi d'aglio
15 capperi sotto sale, non troppo grossi e ben sciacquati
1 peperoncino piccante, poca paprika e poco pepe nero macinato
3 cucchiai di olio e.v.o. e 3 di olio di girasole
prezzemolo tritato
sale, zucchero quanto basta e secondo il gusto personale, di solito ne basta un cucchiaino.

Preparazione:
Pulire il calamaro; tagliarlo come per farne la frittura; tagliare a pezzetti le alette e parte dei tentacoli (avendo prima tolto le ventose più grosse).
In una padella capiente mettere l'olio di oliva, quando sarà caldo aggiungere i due spicchi d'aglio pulito e tagliato a fettine, i pezzetti di calamaro, lo scalogno pulito e tagliato a fettine sottili; cuocere a fuoco allegro per 1 minuto; aggiungere 4 cucchiai di pomodoro e cuocere per 1 minuto; aggiungere il calamaro a cuocere per altri 2 minuti.
Aggiungere tutti gli ingredienti non ancora utilizzati (compreso l'ultimo spicchio d'aglio tagliato a fettine ed i 4 cucchiai di olio di girasole), fare cuocere a fuoco lento per 20 minuti.
In tutte le fasi di cottura occorre rimestare gli ingredienti di tanto in tanto, per evitare che si attacchino al fondo della padella.

Buono così com'è per fare la scarpetta col pane; oppure si può utilizzare per condire la pasta, in tal caso occorre che il calamaro venga tagliato a pezzi più piccoli, gli anelli ed i tentacoli, assieme alla pasta, risulterebbero troppo grossi.



This page is powered by Blogger. Isn't yours?

Iscriviti a Post [Atom]